SBT-UBAL - Biblioteca Thun, XXI 313, in testa alla coperta nota di possesso manoscritta autografa: Thunn
Il documento appartenne anche a Maria d'Arsio e alla famiglia a Prato.
Una delle famiglie più importanti casate aristocratiche del Trentino e del Tirolo. Nel 1199 il principe vescovo di Trento conferì ai signori di Tono il possesso del dosso di Visione con il permesso di erigervi un castello, Nei secoli successivi i Thun acquisirono nuovi feudi e nuovi castelli lungo il corso sinistro del Noce. A fine Quattrocento, l’acquisto del feudo di Königsberg portò loro il titolo di conti e l’iscrizione alla matricola tirolese. Nel secondo Cinquecento la famiglia dispose una divisione dei beni tra le diverse linee. Nascevano così la linea di Castel Caldes, presto estinta, la linea di Castel Bragher e Castelfondo e la linea di Castel Thun. Quest’ultima sarà, tra tutte, la più compatta e meno ramificata. Tra il 1688 e il 1800 ben tre esponenti di essa diventarono principi vescovi. Nel XIX secolo di ebbe la progressiva crisi della famiglia, che portò l’ultimo grande mecenate, il conte Matteo (1812-1892) a vendere gran parte del patrimonio, tra cui il palazzo di Trento e l’archivio del Castello, e a trasferirsi prima a Padova e poi a Mezzocorona.