RAVCL - F.A. 053 028 D, sul verso del frontespizio ex libris xilografico (mm 138x100): stemma della famiglia Dall'Aste, scudo con leone bianco in campo rosso, scacchiera a quadri neri e oro sormontato dalla mitra vescovile, sul cartiglio: TOMASO DALL'ASTE ARCIPRETE. Cfr.: Gelli 1908, p. 133, tav. 47, fig. 260.
<1448-1512> Figlio del notaio Bartolomeo Di Maso e di Francesca Baldraccani, nacque a Forlì all’inizio del 1448. Conseguì il dottorato in utroque jure probabilmente a Roma. Nel 1480 gli venne assegnata in commenda l’abbazia di S. Rufillo di Forlimpopoli, quando egli operava già nella Curia romana come scrittore della Penitenzieria apostolica. Nel settembre del 1483 fu nominato vescovo di Forlì da papa Sisto IV che era a conoscenza della sua vasta dottrina. Inoltre dal 1483 al 1486 fu inviato nel Regno di Napoli in qualità di Collettore pontificio e mantenne l’incarico anche dopo l’elevazione all’episcopato. Dall’estate del 1486 fu presente come vescovo a Forlì e poi si recò a Roma e in altre città per occuparsi degli impegni come amministratore di beni della Chiesa. Nel 1491 fu governatore della città di Benevento, incarico che mantenne fino al 1493. Egli amministrò la diocesi di Forlì per tutto il periodo del governo di Caterina Sforza e nel 1499, anno dell’assalto delle truppe di Cesare Borgia, fu incaricato di portare al Duca Valentino i capitoli di resa deciso dal Consiglio di Comunità. Il suo incarico vescovile continuò nel periodo di governo di Cesare Borgia dal 1500 al 1503, poi nel 1504 quando tornarono al governo la famiglia Ordelaffi e nei primi anni in cui la città fu governata dallo Stato Pontificio, fino al 1512 quando Dall'Aste morì a Roma.
Cfr.: S. Mazzetti Dall’Aste Brandolini, Dall'Aste Brandolini : una famiglia patrizia di Forlì, Bologna 2019, pp. 114-117; A. Calandrini, G. Fusconi, Forlì e i suoi vescovi. Appunti e documentazione per una storia della Chiesa di Forlì, vol. 2: Il secolo 15., Forlì 1993, pp. 737-822.