Note di possesso: Gambi, Lucio
RAVCL - F. GAMBI F.A. 050 1, sul frontespizio, nota di possesso manoscritta: Lucio Gambi.
Gambi, Lucio
<1920- 2006> Lucio Gambi nacque a Ravenna il 20 marzo 1920. Docente e geografo, innovatore della disciplina e dell’insegnamento della geografia, è considerato il più importante geografo italiano del Novecento. Laureatosi in Geografia nel 1940, nel 1946 divenne borsista CNR presso il Centro di studi per la Geografia Antropica. A questi anni risalgono le prime monografie: la tesi di laurea L’insediamento umano nella regione della bonifica romagnola (1949) e La casa rurale nella Romagna (1950). Insegnò all'Università di Messina (1953-1960) e poi alla Statale di Milano, dove promosse, secondo la sua innovativa concezione, il corso di laurea in “Geografia umana”: uno studio rivolto non solo alla geografia fisica ed ecologica ma anche alla ‘geografia delle strutture economiche sociali’, tesi sostenute in Geografia regione depressa (1962) e Questioni di geografia (1964). Tra i suoi studi magistrali spiccano quelli su insediamenti rurali, bonifiche e culture contadine. La sua opera più nota è Una geografia per la storia (1973). Per la Storia d’Italia Einaudi curò l'Atlante (1976) e il saggio d’apertura del primo volume (1972). Primo Presidente dell’Istituto Beni Artistici, Culturali e Naturali che la Regione Emilia-Romagna istituito nel 1975, contribuì alle prime indagini e campagne di catalogazione dei beni culturali e di censimento delle case rurali sul territorio. Dal 1976 al 1990 presiedette la cattedra di Geografia politica ed economica all'Università di Bologna, dove diresse anche il Dipartimento di discipline storiche. Numerosi i saggi e gli articoli in riviste specializzate: una puntuale ricerca sul suo lavoro può essere fatta alla Biblioteca Classense di Ravenna alla quale Gambi donò la sua biblioteca, le carte di lavoro e l’archivio personale prima della morte a Firenze il 20 settembre 2006. Nel 1994 Gambi comunicava alla Classense la suaintenzione di disporre il lascito della sua biblioteca di lavoro in favore dell’istituzione ravennate e a partire dal 2005 inizieranno i primi trasferimenti. Presenti 20.000 unità fra monografie, opuscoli e riviste di storia delle bonificazioni romagnole, storia italiana, storia del regionalismo,urbanistica, storia dell’agricoltura, storia demografica e analisi delle strutture paesistiche; testi e materiali documentari, geoiconografici e corografici relativi a molti luoghi d’Italia, testi di storia dell’arte, di storia delle esplorazioni, di geografia fisica e discipline ambientali; periodici di ambito storico, statistico o politico-culturale. Nel fondo si conservano anche 121 tesi di laurea seguite come relatore da Lucio Gambi tra gli anni ‘60 e ‘90 ed un nucleo di opere di biologia vegetale appartenute alla moglie Ornella Vergnano, docente di Fisiologia vegetale. Il fondo conserva anche materiale grafico: 57 scatole di cartoline e fotografie a tema geografico e paesaggistico (circa 15.000 unità); fra le circa 800 carte geografiche si segnalano 351 carte dell’Istituto Geografico Militare e cinquanta carte antiche edite da Pazzini-Carli nel 1789. Una parte del Fondo Gambi è costituita dall’Archivio personale, reso consultabile per volere del donatore dal 2018: in poco più di 60 buste sono conservati materiali per seminari e corsi universitari, fotocopie di articoli e testi raccolti per le sue ricerche, bozze e dattiloscritti di pubblicazioni sue o da lui revisionate e corrette, documenti preparatori per mostre e ancora materiale cartografico, ricerche rimaste incompiute. Infine una piccola sezione ordinata per autore consta di 47 testi in forma di fotocopie, manoscritti e dattiloscritti.
Cfr: DBI, Roma 2020; C. Giuliani, Il futuro delle carte: il fondo Gambi Vergnano alla Biblioteca Classense, in Lucio Gambi: Ravenna e la Romagna a cura di D. Bolognesi e C. Giovannini, Ravenna 2018, pp. 1-5.
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