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    <nome_possessore><![CDATA[Johann Georg von Sachsen &lt;1. ; 1585-1656&gt;]]></nome_possessore>
    <id>3222
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    <tipo_segno_possesso>Contrassegni su legatura</tipo_segno_possesso>
    <nota_estesa_segno_possesso><![CDATA[<p>BUPD - A.84.a.32.1, legatura 'alle armi' di area tedesca: sul piatto posteriore, impresse a secco entro cornici concentriche con decori vegetali, profili dei padri della Riforma e stemmi sassoni, al centro: placca con scudo circondato da motivi vegetali, timbrato da 6 elmi a cancelli posti in terza, affrontati 3 a 3, coronati 1, 2, 6, cimati da 6 cimieri rappresentanti: 1 Sassonia: due corna di bufalo accompagnate da dieci bandierine, cinque per parte, racchiudenti lo stemma di Sassonia (fasciato di nero e d’oro al crancelino di verde attraversante sul tutto), chiuse in alto da una corona cimata da piume di pavone; 2 Meissen: una testa di uomo con barba e berretto; 3 Turingia: due corna di bufalo accompagnate da otto rami fogliati, quattro per parte; 4 Jülich: un muso di cane linguato, collarinato e accantonato da due ali; 5 Cleves: una testa di bue cornata e anellata; 6 Ravensberg: sei piume di pavone; in cima due nastri decorati accompagnati dalle lettere C e K riconducibili al legatore <a href="https://www.hist-einband.de/werkzeuge/?h=false&amp;faces-redirect=true&amp;ex=false&amp;f=%28stechermonogramm%3AQUERY+OR+buchbinderinitiale%3AQUERY+OR+stecher%3AQUERY+OR+buchbinder%3AQUERY+OR+mitarbeiter%3AQUERY+OR+namenformwert%3AQUERY+%29&amp;v=C+k">C.K. (Magdeburg)</a> .</p><p>Entro lo scudo: stemma partito di 2 e troncato di 5: nel I Turingia: di (azzurro) al leone illeopardito (fasciato d’argento e di rosso), rivolto, con la coda biforcata e incrociata, (coronato d’oro); nel II Sassonia: fasciato di (oro) e di (nero), al crancelino (di verde) attraversante sul tutto; nel III Meissen: di (oro) al leone illeopardito di (nero) con la coda biforcata e incrociata; nel IV Jülich: di (oro) al leone illeopardito di (nero, armato e lampassato di rosso), rivolto, con la coda biforcata e incrociata; nel V Cleves di (rosso), allo scudetto d’argento, ai raggi di carbonchio di (oro) sul tutto; nel VI Berg: di (argento) al leone illeopardito di (rosso, armato, lampassato d’azzurro e coronato d’oro) con la coda biforcata e incrociata; nel VII Palatinato di Sassonia: di (azzurro) all’aquila di (oro) rivolta; nel VIII titolo di Arcimaresciallo del Sacro Romano Impero Germanico legato al Principato Elettorale di Sassonia: in forma di scudetto sul tutto, troncato di (nero) e di (argento), alle 2 spade di (rosso) poste in decusse, sul tutto; nel IX Palatinato di Turingia: di (nero) all’aquila di (oro); nel X Weimar: di (oro, seminato di cuori di rosso) al leone illeopardito di (nero), rivolto, con la coda biforcata e incrociata (armato, lampassato e coronato di rosso, sul tutto); nel XI Landsberg: di (oro) ai 2 pali di (azzurro); nel XII Pleissen: di (azzurro) al leone illeopardito (troncato d’oro e d’argento) con la coda biforcata e incrociata; nel XIII Altenburg: di (argento) alla rosa araldica di (rosso, bottonata d’oro e punteggiata di verde); nel XIV Burgraviato di Magdeburgo: partito: nel primo di (rosso) all’aquila di (argento) uscente dalla partizione, nel secondo fasciato di (argento) e di (rosso); nel XV Brehna: di (argento) ai tre puntali di (rosso) posti 2, 1; nel XVI Contea di Mark: di (oro) alla fascia scaccata di (rosso) e di (argento) di tre file; nel XVII troncato: nel primo Querfurt: fasciato di (rosso) e di (argento), nel secondo (Henneberg) d’oro al gallo di (nero, crestato, imbeccato e membrato di rosso, posto su un monte di verde uscente dalla punta dello scudo); nel XVIII Ravensberg: scaglionato di (argento) e di (rosso), sulla campagna di (rosso).</p><p>Lo stemma è databile tra il 1611 ed il 1635: infatti Giovanni Giorgio I successe al fratello Cristiano II nel 1611 e, nel 1614, si risolse definitivamente la disputa per la successione al ducato di Jülich-Cleves (le cui insegne sono qui rappresentate in IV, V, VI, XVI, XVIII) che già aveva spinto l'elettorato di Sassonia ad avanzare pretese sul controllo del territorio e sul privilegio di rappresentazione araldica fin dal 1609. Nel 1635, invece, vennero apportate modifiche allo stemma qui impresso: fu l'anno della pace di Praga, in cui all'arma dell'Elettore di Sassonia si aggiunsero anche le insegne di Lusazia, qui non ancora rappresentate.</p><p>Sul piatto anteriore del volume: le armi del Sacro Romano Impero.</p><p>[<em>Scheda a cura di Alessandro Benedusi - Stage presso la Biblioteca Universitaria di Padova</em>]</p>]]></nota_estesa_segno_possesso>
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    <biblioteca_collocazione_segno_possesso>A 84 a 32 1 BUPD Biblioteca Universitaria di Padova</biblioteca_collocazione_segno_possesso>
    <voci_di_rinvio>Johannes Georgius I Sacri Romani Imperii Archimarschalcus et Elector | Johann Georg I von Saxen | Giovanni Giorgio I di Sassonia</voci_di_rinvio>
    <istanza_possessore>Person</istanza_possessore>
    <isni>https://isni.org/isni/0000000061365899</isni>
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    <permalink>https://archiviopossessori.it/it/archivio/3222-johann-georg-von-sachsen</permalink>
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    <P275>Q6938433</P275>
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