[{"nome":"Borbone, Carlo Ludovico","id":"23414","voci_di_rinvio":"Borbone, Carlo Ludovico di | Bourbon, Charles Louis : de | Bourbon-Parme, Charles de | Carlo di Borbone (II; duca di Parma) | Carlo Lodovico (duca di Lucca) | Carlo Lodovico di Borbone (duca di Lucca)","istanza_possessore":"Persona","data_nascita_possessore":"1799","data_morte_possessore":"1883","isni":"\u003Ca href=\u0022https:\/\/isni.org\/isni\/0000000061531914\u0022\u003E0000 0000 6153 1914\u003C\/a\u003E","opac_id":"","viaf_id":"48296149","wikidata_id":"Q352200","descrizione":"\u003Cp\u003E\u0026lt;1799-1883\u0026gt; Figlio di Ludovico di Borbone-Parma, re di Etruria, e di Maria Luisa di Borbone-Spagna, figlia di Carlo IV, nacque a Madrid il 22 dicembre 1799. Alla morte del padre nel 1803 eredit\u00f2 il titolo di re di Etruria, che gli fu tolto nel 1807 da Napoleone, dal quale venne confinato in Francia dove rimase fino alla caduta dell\u0027Impero. Nel 1817 fece il suo ingresso a Lucca insieme con la madre, alla quale, con l\u0027atto addizionale al trattato di Vienna, era stato assegnato il ducato lucchese in temporanea sostituzione di quello parmense. All\u0027et\u00e0 di diciotto anni giunse a Lucca e nel 1820 spos\u00f2 Maria Teresa di Savoia. Morta la madre il 13 marzo 1824, Carlo sal\u00ec al trono. Pass\u00f2 i primi anni del suo regno quasi interamente all\u0027estero. Nel momento in cui su di lui cadeva la responsabilit\u00e0 di governare uno Stato, sia pur piccolo, sia pur non legittimo della sua casata, egli sembr\u00f2 disinteressarsene, preferendo viaggiare soprattutto negli anni 1824-40, la responsabilit\u00e0 di governo rimase in mano al ministro Ascanio Mansi. Si \u00e8 attribuito a volte al giovane duca il merito di aver apportato al sistema di governo alcune modifiche, le quali, pur deludendo le aspettative di una parte dei suoi sudditi, che speravano in un ritorno alla costituzione del 1805, potevano tuttavia preludere a una migliore organizzazione dello Stato. In realt\u00e0 questo non sub\u00ec sostanziali trasformazioni dal 1817 in poi e con l\u0027avvento al trono di Carlo si ebbe solo un aumento del numero dei consiglieri di Stato, aventi il compito di discutere le leggi, in via puramente consultiva. Tra il 1824 e il 1829 furono presi alcuni provvedimenti relativi ai dazi, ad una certa libert\u00e0 di commercio, a sgravi fiscali, al catasto. Sul piano culturale fu favorito lo sviluppo del liceo universitario e l\u0027istituzione di scuole di mutuo insegnamento. Tra il 1831 e il 1833 si diffonde l\u2019idea di un Carlo Borbone liberale e nel 1833 concede un\u2019amnistia agli indiziati di congiura, primo esempio in Italia di un gesto di clemenza non parziale, in assoluto contrasto con l\u0027atteggiamento degli altri Stati della penisola impegnati in repressioni e condanne. La conseguenza fu l\u0027assurgere di Lucca a centro di interesse internazionale. Nel 1833 avviene anche la conversione al protestantesimo del Borbone. Dopo il 1833, via via che aumentavano le preoccupazioni economiche, divennero meno frequenti i lunghi soggiorni di Carlo all\u0027estero. Nel 1840, mentre moriva il suo ministro Ascanio Mansi, si trovava a Roma. Ma anche quando risiedeva nel ducato in realt\u00e0 era poco presente in citt\u00e0, perch\u00e9 preferiva soggiornare in campagna. Negli ultimi anni di vita del Mansi, la partecipazione del duca al governo dello Stato era per\u00f2 divenuta via via maggiore. Per alcuni provvedimenti, presi tra il \u002735 e il \u002740, relativi agli ospedali, alla riorganizzazione degli studi e dei tribunali, alla fondazione di una Cassa di risparmio, la sua volont\u00e0 fu determinante. Nel 1837 promosse un\u0027altra riforma del Consiglio di Stato e del Consiglio dei ministri. Ma un sostanziale cambiamento egli fece dopo la morte del Mansi: al fine di evitare la concentrazione di troppe cariche nelle mani di un unico uomo, correndo il pericolo che si rinnovasse un sistema di governo personale del segretario di Stato, soppresse tacitamente questo ufficio e affid\u00f2 a persone diverse quello di presidente del Consiglio dei ministri, di presidente del Consiglio di Stato, di ministro degli Esteri e dell\u0027Interno. Dal 1840 si apriva per lo Stato lucchese un periodo nuovo, in cui l\u0027iniziativa sembrava partire dal duca stesso. Col suo favore acquistarono allora influenza uomini di provenienza diversa, anche di pochi scrupoli e di dubbia reputazione. La situazione economica della casa ducale aveva mostrato le prime crepe intorno al 1830 e si era andata sempre aggravando con gli anni nel 1840 il governo dovette ricorrere ad un prestito che ottenne dai Levi di Reggio col consenso del governo toscano. Nel 1841 furono venduti, con scarso vantaggio e in modo umiliante, i quadri della Galleria Palatina. Nel 1843 Carlo consentiva che si svolgesse a Lucca il Congresso degli scienziati; per\u00f2, temendo di compromettersi, poco prima dell\u0027inizio dei lavori, part\u00ec per Vienna. La preoccupazione di poter essere trascinato, volente o nolente, in atteggiamenti liberaleggianti, condizion\u00f2 la sua condotta negli ultimi anni del ducato. La cautela lo spinse nel 1845 a rifiutare la grazia a sette malfattori condannati a morte dopo un clamoroso processo; questo rifiuto gli sollev\u00f2 contro gran parte dell\u0027opinione pubblica, proprio negli anni in cui Francesco Carrara portava anche a Lucca il dibattito sull\u0027abolizione della pena di morte. Grave insuccesso per il Borbone fu il trattato di Firenze del 1844. La segretezza con cui si erano svolti i negoziati per giungere alla revisione dei confini tra Toscana, Modena, Parma e Lucca non permise immediate reazioni. Solo in un secondo momento apparir\u00e0 la debolezza del duca, che aveva ceduto alle pressioni indirette dell\u0027Austria, rinunciando, quale futuro duca di Parma, al ricco territorio di Guastalla in cambio di alcuni comuni della Lunigiana. Borbone, anche se ormai aveva assunto una posizione rassicurante, era costretto a subire questa mutilazione del suo futuro Stato, voluta dal Metternich. Nel 1846-47, nel momento in cui, dopo l\u0027elezione di Pio IX, si maturava un\u0027atmosfera nuova, il Borbone assunse atteggiamenti e prese decisioni che contrastavano con l\u0027evolversi dei tempi e che gli procurarono una crescente impopolarit\u00e0. Prima fra tutte fu la creazione del debito pubblico. Egli non percep\u00ec il malcontento creato da questa situazione, n\u00e9 volle cogliere i fermenti liberali circolanti ormai anche a Lucca, dove nel \u002747 vi fu una serie di dimostrazioni, culminanti nel luglio in una vera e propria sommossa. Un aspro motuproprio del duca, improntato alla pi\u00f9 rigida affermazione della sua sovranit\u00e0 assoluta, segn\u00f2 l\u0027inizio della lotta aperta tra il monarca e i sudditi. Turbato dal protrarsi di tumulti e agitazioni, il 4 ottobre firm\u00f2 l\u0027atto di cessione di Lucca alla Toscana. Il 17 dicembre 1847 moriva Maria Luisa d\u0027Austria e il 31 dic. 1847 entr\u00f2 a Parma, prendendo possesso del trono dei suoi avi, con il nome di Carlo II. L\u0027accoglienza gelida, anche da parte degli ambienti di corte, gli diede immediatamente la consapevolezza delle difficolt\u00e0 che avrebbe dovuto affrontare. I primi atti del suo governo, anche qui, manifestarono uno sforzo per dare una pi\u00f9 moderna organizzazione agli ordinamenti pubblici e alla amministrazione centrale, nomin\u00f2 una reggenza con l\u0027incarico di preparare la costituzione e ader\u00ec alla lega dei principi italiani. La via delle riforme non signific\u00f2 adesione alle nuove idee, ma fu, in sostanza, un espediente per salvare il trono. Volto allo stesso fine fu il tentativo del figlio Ferdinando di raggiungere il quartier generale di Carlo Alberto. Fu un passo falso, in quanto il re di Sardegna, ormai orientato verso la politica delle annessioni riuscir\u00e0 a trarre vantaggio dalla leggerezza dei Borboni, negoziando la liberazione del principe in cambio dell\u0027abbandono di Parma da parte di Carlo II. Il 9 aprile il duca, trasformata la reggeza in governo provvisorio, si rifugi\u00f2 nel castello di Weisstropp. Dopo l\u0027armistizio Salasco, rioccupate Parma e Piacenza dall\u0027Austria, il Borbone si affrett\u00f2 a riaffermare i suoi diritti sul ducato. Continuava la serie dei mutamenti di fronte: mentre con la costituzione aveva smentito l\u0027alleanza con l\u0027Austria, ora smentiva il governo provvisorio, da lui stesso istituito, andandosene, e si ributtava in braccio a quella potenza, la quale, restaurando i Borboni sotto la propria influenza, mirava ad ostacolare le mire espansionistiche del Piemonte. Ma, dopo Novara, il Borbone, pago di aver sostenuto i diritti della sua casa, si decise a una scelta definitiva e il 14 marzo 1849 firm\u00f2 l\u0027atto di abdicazione. Nei lunghi anni trascorsi da uomo privato cerc\u00f2 di organizzare la sua vita nel modo che gli era pi\u00f9 congeniale: si dedic\u00f2 ai viaggi e ai divertimenti, come agli studi prediletti, alternando i suoi soggiorni prevalentemente tra Parigi e Nizza e il castello di Weisstropp. Nel 1854 mor\u00ec il figlio. Dopo il 1860 pot\u00e9 venire in Italia liberamente e ne approfitt\u00f2 spesso. Nel luglio 1879 mor\u00ec Maria Teresa. Mor\u00ec a Nizza il 16 apr. 1883. Cfr.: DBI, Roma, 1977, pp. 251-258\u003C\/p\u003E","biografia_possessore":"\u0026lt;1799-1883\u0026gt; Figlio di Ludovico di Borbone-Parma, re di Etruria, e di Maria Luisa di Borbone-Spagna, figlia di Carlo IV, nacque a Madrid il 22 dicembre 1799. Alla morte del padre nel 1803 eredit\u00f2 il titolo di re di Etruria, che gli fu tolto nel 1807 da Napoleone, dal quale venne confinato in Francia dove rimase fino alla caduta dell\u0027Impero. Nel 1817 fece il suo ingresso a Lucca insieme con la madre, alla quale, con l\u0027atto addizionale al trattato di Vienna, era stato assegnato il ducato lucchese in temporanea sostituzione di quello parmense. Nel 1820 spos\u00f2 Maria Teresa di Savoia e nel 1824, alla morte della madre, gli fu assegnato il governo di Lucca, che resse sino al 1847; la sua attivit\u00e0 di governo fu discontinua mantenendo lunghi periodi di residenza all\u2019estero. Con la morte di Maria Luisa d\u2019Austria (1847) entr\u00f2 in possesso anche del ducato di Parma, ma i successivi sommovimenti politici lo indussero ad avviare una politica ora in favore dei Savoia ora in favore della Casa d\u2019Austria. Abdic\u00f2 nel 1849 in favore del figlio.","bibliografia_possessore":"Cfr.: DBI, 20 (1977), pp. 251-258; A. Al\u00e8s, Biblioth\u00e8que liturgique. Description des livres de liturgie imprim\u00e9s aux XVe et XVIe si\u00e8cles, faisant partie de la biblioth\u00e8que de S. A. R. Mgr. Charles-Louis de Bourbon , Paris 1878-1884; Wiginhoff, J.C., Dictionnaire des Dessinateurs et graveurs d\u2019Ex-Libris fran\u00e7ais, Paris 1915, p. 12, 247; Livres de liturgie imprim\u00e9s aux 15. et 16. si\u00e8cles faisant partie de la biblioth\u00e8que de son altesse royale le duc Robert de Parme, Milano-Parigi, 1932.","storia_collezione_possessore":"Durante i suoi numerosi soggiorni all\u0027esterno, ebbe modo di accrescere la sua collezione libraria, raccolta nel castello di Weistropp. La collezione si componeva di pi\u00f9 di cinquemila edizioni per un totale di circa 17.000 esemplari, con una preponderanza di testi liturgici e di storia religiosa. Commission\u00f2 ad Anatole Al\u00e8s (1840-1903) la compilazione del catalogo delle opere di carattere religioso, che comprendevano libri d\u0027ore, rari incunaboli e molti rituali. Il catalogo fu pubblicato in due volumi: il primo usc\u00ec nel 1878 e il secondo (Supplement) nel 1884, quest\u0027ultimo per volont\u00e0 del nipote Roberto (1848-1907). Carlo Ludovico fece realizzare quattro ex libris nel corso degli anni - fra il 1814 e il 1880 - riportanti le sue diverse cariche, da Principe ereditatio a S. A. R. Duca di Lucca, a quello finale della Biblioth\u00e8que liturgique ... con l\u0027aggiunto del titolo di Comte de Villafranca, titolo che assunse all\u0027atto della sua abdicazione nel 1849. Il catalogo compilato da Al\u00e8s comprende indici divisi per diocesi, per ordini religiosi e per stampatori e le descrizioni sono numerate da 1 a 344 per la parte edita nel 1878 e da 344 a 377 per il Supplement. Parte della collezione fu posta in vendita da Hoepli nel 1932 a Parigi (H\u00f4tel Drouot, luned\u00ec 30 maggio e mercoled\u00ec 1\u00b0 giugno). ","permalink":"https:\/\/archiviopossessori.it\/it\/indice-possessori\/borbone-carlo-ludovico","license":"https:\/\/creativecommons.org\/publicdomain\/zero\/1.0\/","P275":"Q6938433"}]