BNUTO - RIS 14.10, sul frontespizio nota di possesso manoscritta: Ex libris B(eat)ae Mariae de Testona | Ex Dono D(omini) Nicolai Simonet
Edificato per volontà di Francesco Gerolamo Vagnone (l’atto formale è del 1614), il monastero di Santa Maria di Testona presso Moncalieri (Torino) fu retto, alla sua fondazione, dai Foglianti Cistercensi. Dopo l’approvazione papale ottenuta da Sisto V nel 1586, la congregazione dei Foglianti (nata sulla base di una rigida osservanza della regola cistercense promossa nel monastero di Feuillant, presso Tolosa) si irradiò in Italia, dapprima a Roma e, successivamente, in Piemonte dove venne ben presto ad essere uno degli strumenti privilegiati della politica culturale di Carlo Emanuele I di Savoia: in tale congregazione il Duca trovò un «interlocutore ideale» nel «comune orizzonte devozionale, dominato dalla figura di Maria» (Cozzo 2013). Nel 1685 il monastero di Testona ricevette, grazie ad un lascito testamentario, la biblioteca e numerosi altri beni di Nicolao Simonnet, funzionario entrato al servizio dei Savoia durante la reggenza della seconda Madama Reale, Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours. Soppresso l’Ordine dei Foglianti nel 1802, Santa Maria di Testona venne retto, a partire dal 1816, dai padri Cappuccini.
Un nucleo bibliografico di oltre 20 volumi (prevalentemente testi di letteratura e di retorica) con note di possesso riconducibili al monastero di Testona è documentato presso la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino: vi pervenne, a seguito delle soppressioni conventuali in epoca napoleonica, grazie all’interessamento del bibliotecario abate Giuseppe Actis.