LO112- 39.A.10, sul contropiatto anteriore ex libris calcografico (81x52 mm): scudo semi partito spaccato: a) di rosso al leone coronato d’oro, b) di rosso al castello di due torri merlate aperto d’argento, c) di rosso a tre pali d’argento. Lo scudo è cimato dalla corona di conte a nove perle. Cimiero sormontato da leone d’oro coronato. Cfr.: Bertarelli-Prior p. 71, Gelli,1930 p. 15, fig. 33, Bragaglia n. 1098.
<1762-1823> Nacque a Milano e morì esule a Nizza.È ricordato per il primo e intraprendente esperimento in Italia, ad imitazione di quello francese dei fratelli Montgolfier del 1783, relativo all’ascesa mediante pallone aerostatico. L'evento ebbe luogo, in due momenti distinti, nel giardino della villa di famiglia a Moncucco (oggi frazione di Brugherio) il 25 febbraio e il 13 marzo 1784. Andreani commissionò la costruzione della mongolfiera ai fratelli Gerli che parteciparono all’impresa solo la prima volta: il volo durò circa 25 minuti e l’atterraggio avvenne senza danni in direzione di Monza. La seconda ascesa fu realizzata da Andreani insieme a due operai del luogo, Giuseppe Rossi e Gaetano Barzago, che avevano provveduto a sistemare la piattaforma di decollo. Questa azione temeraria gli procurò successo e trionfo tra i suoi contemporanei, tanto da essere omaggiato da Giuseppe Parini nel sonetto "Per la macchina aerostatica", dall'abate e poeta mantovano Saverio Bettinelli nel sonetto "D’Italia onor, che dell’ardir su l’ali", dal cronista e canonico Carlo Castelli. Tra 1785 e 1815 Andreani dedicò la sua vita ai viaggi di studio e di ricerca: l’Accademia Reale delle Scienze di Parigi gli offrì di partecipare ad una spedizione scientifica in Scozia insieme al geologo Barthélemy Faujas de Saint-Fond; intraprese poi un lungo viaggio nel continente americano per studiare usi e costumi dei nativi americani. Desideroso di ritornare in patria, non riuscì però a farvi ritorno perché assillato dai creditori che pretendevano i prestiti concessi.