LO112 - Ms. 6, a c. [1r], nota di possesso: "Della libraria del | Carmine di Mantova”.
LO112 - Ms. 6, a c. 8r, nota di possesso: "Ex bibliotheca Carmelitarum | Mantuaę”.
LO112 - INC. 1281, a c. a1r, nota di possesso: "Conventus Mantuę fratrorum Carmelitarum".
<1480 ca. – 1783> La presenza dei Carmelitani a Mantova fu legata, fin dalle origini, da stretti rapporti con la famiglia Gonzaga: Ludovico I <capitano del popolo, 1368-1382> assegnò loro la chiesa di Santa Maria della Carità nel 1371, poi quella di San Salvatore nel 1376 ed infine, nello stesso anno, l’oratorio di Santa Maria dell’Annunziata. Nel 1425 i religiosi fondarono la Congregazione Mantovana dei Carmelitani osservanti promossa da Gian Francesco (primo marchese 1433-1444) che, oltre a finanziare la costruzione del monastero annesso alla chiesa (la cui costruzione ebbe inizio nel 1443 e terminò nel 1485) esentò i Carmelitani da tutti i dazi introdotti a Mantova per le loro necessità. È del 1442 l’approvazione pontificia della Congregazione di Eugenio IV: nacquero nuove fondazioni o aggregazioni di conventi in varie zone d’Italia caratterizzate da efficienza e prosperità fino alla soppressione giuseppina con decreto imperiale del 1783. I Carmelitani furono ospitati nella chiesa di Sant’Apollonia. Santa Maria Annunziata fu chiusa al culto e il convento convertito in una sede di uffici amministrativi; per entrambi gli ex edifici religiosi venne redatto dal governo austriaco un inventario minuzioso dei beni. Nel 1783, anno della soppressione che decreta anche sulla Congregazione Carmelitana il calo del sipario, la libreria del convento viene trasferita nella prestigiosa sede dell’attuale Biblioteca comunale. Viene proposta la nomina alla carica di supplementario della Regia Biblioteca, il Padre Carmelitano Francesco Luigi Filippi (m. 1794), già bibliotecario del convento, che in qualità di “ordinatore” redigerà vari cataloghi manoscritti. Il fondo è costituito dalla presenza certa di 50 manoscritti di epoca tardo-medievale con testi di contenuto teologico, una cinquantina di edizioni incunabolistiche e tre cinquecentine mantovane a cui si aggregano altre edizioni dei secoli XVI (non mantovane), XVII e XVIII.