BNCF - MAGL. 19.5.92, sul recto della seconda c. di guardia anteriore, nota di possesso: Antonio Catellacci; il volume appartenne già a Lucrezio Palladio degli Olivi e ad Anton Maria Salvini.
<1753-1826>. Studiò presso la facoltà di Medicina dell’Università di Pisa, dove si laureò nel 1776. Dal 1782 fu chiamato alla cattedra di anatomia dell'università di Pisa, iniziando la sua carriera di clinico e di ricercatore in campo medico.
Progettò un trattato completo di anatomia umana aggiornato con le scoperte più recenti, che avrebbe dovuto consistere di sei volumi, dei quali pubblicò però solo il primo (Corso elementare di notomia, I, Pisa 1806, che ottenne un immediato successo anche grazie alle sue incisioni anatomiche. Tra le sue altre pubblicazioni in campo medico si ricordano la relazione Costituzione epidemica di Firenze dell'inverno 1780-81, Firenze 1781, e la Memoria sulla febbre gialla, Pisa 1804, scritta in collaborazione con L. Morelli.
Nel 1786, accompagnò lord Cowper, un nobile inglese allora residente a Firenze, in un viaggio in Francia, Inghilterra e Germania, durante il quale entrò in contatto con importanti esponenti dell’ambiente medico, tra cui Carlo Allioni, John Hunter e William Cullen.
Agli studi scientifici, unì l’interesse per gli studi umanistici e la poesia, ad esempio traducendo in esametri latini l'Inferno dantesco (L'Inferno di Dante, ossia la prima cantica della Divina Commedia, tradotto, schiarito a senso preciso di frase in versi eroici latini corrispondenti, Pisa 1819).
Cfr. E. Guarnieri, M. A. Mannelli, La cultura medica ed i suoi esponenti nella Firenze del primo Ottocento, Milano 1968; DBI, vol 22, Roma 1979, pp. 321-323.