RAVCL - F.A. 021 004 Q2, frontespizio

RAVCL - F.A. 021 004 Q2, sul frontespizio nota manoscritta: Ad usum D. Germani Bottae Monachi S. Romualdi

Informazioni sul possessore

<1625 –1708> Monaco camaldolese originario di Camerino, si distinse per la sua rettitudine, qualità che gli valse la nomina ad abate visitatore. Erudito di storia camaldolese, si dedicò con impegno allo studio delle origini e delle figure eminenti dell’Ordine, redigendo opere sulla vita di San Romualdo e su altri santi e beati camaldolesi. I suoi studi furono successivamente citati da Giovanni Benedetto Mittarelli e Anselmo Costadoni negli Annales Camaldulenses. Intrattenne rapporti epistolari con eminenti membri della Congregazione, tra i quali l’abate Pietro Canneti e Guido Grandi, con i quali condivise i suoi interessi storiografici. Nel 1706, colpito da malattia, rinunciò alla carica abbaziale e si ritirò presso l’abbazia di Classe a Ravenna, dove morì due anni più tardi. All’abbazia lasciò due manoscritti: De viris sanctitate illustribus Congregationis Camaldulensis e Vita di San Romualdo Abate fondatore dell’ordine dé Camaldoli, quest’ultimo ancora presente tra i manoscritti della Biblioteca Classense (ms. 359). Nella medesima biblioteca è inoltre custodita una sua dissertazione del 1673, Prove che San Pier Damiano era camaldolese, inviata ad Andrea Vallemani, abate del monastero di Sant’Ippolito di Faenza (Miscellanea XIII, nn. 27–28).

CFR. G.B. Mittarelli, A.Costadoni, Annales camaldulenses ordinis Sancti Benedicti[…], Venezia 1755-1773, 8, 1764, p. 555; G.Mazzuchelli, Gli scrittori d'Italia cioè Notizie storiche e critiche intorno alle vite, e agli scritti dei letterati italiani, 1762, p. 1876; M.Ziegelbauer, Centifolium camaldulense, sive notitia scriptorum Camaldulensium, Venezia, 1750, p. 21.
Data di nascita
1625
Data di morte
1708
Segno di possesso Note di possesso

Biblioteca di appartenenza

RAVCL - Biblioteca Classense

ADP-SDP: 3630