Note di possesso: Ammirato, Scipione <1531-1601>
BNCF - MAGL. 5.8.52, sul frontespizio nota di possesso manoscritta: di Scipione Ammirato.
BNCF - RIN. V.13 , sul frontespizio nota di possesso manoscritta: Scipionis Admirati.
Ammirato, Scipione <1531-1601>
- Ammirato, Scipione <il Vecchio>
<1531-1601> Nato a Lecce il 7 ottobre 1531, Scipione Ammirato compì studi di retorica a Brindisi e di diritto a Napoli, dedicandosi tuttavia prevalentemente agli interessi letterari ed eruditi. Soggiornò successivamente a Roma, Venezia e Padova, coltivando studi di poesia, genealogia e storia. Nel 1558 a Lecce fondò l'Accademia dei Trasformati. Stabilitosi a Firenze nel 1569, ricevette da Cosimo I l'incarico di scrivere una storia della città, potendo avvalersi della documentazione dell'Archivio pubblico. Pubblicò le Famiglie nobili napoletane (1580), i Discorsi sopra Cornelio Tacito (1594) e la prima parte delle Istorie fiorentine (1600). Partecipò attivamente all'Accademia degli Alterati. Si dedicò inoltre alla ricostruzione delle genealogie delle famiglie toscane e alla composizione di opere politiche e religiose. Nel 1595 conseguì il titolo di dottore in teologia e divenne canonico della cattedrale fiorentina. Morì a Firenze l'11 gennaio 1601, corrispondente all'11 gennaio 1600 (stile fiorentino), e fu sepolto nella cattedrale.
Storia della collezione
Nel corso della sua attività di storico e genealogista, Ammirato raccolse un'ampia documentazione erudita, costituita da appunti, materiali di studio e carte relative soprattutto alla storia e alle genealogie delle famiglie napoletane e toscane. La raccolta, iniziata durante i soggiorni napoletani e proseguita a Firenze, fu alimentata anche dalla consultazione di archivi pubblici e dalla disponibilità di documenti familiari messi a sua disposizione. Alla morte lasciò beni, libri e manoscritti a un Cristoforo del Bianco suo aiutante a condizione che questi prendesse il nome (Scipione Ammirato il Giovane) e lo stemma: successivamente utilizzati da quest’ultimo per la pubblicazione e il completamento di alcune opere. Parte almeno dei suoi libri fu donata alla biblioteca dell’ospedale di Santa Maria Nuova, dalla quale alcuni manoscritti confluirono successivamente nella biblioteca Magliabechiana (ora BNCF), nella Biblioteca Biomedica dell’Università degli Studi di Firenze e in altre biblioteche (cfr. De Mattei 1960, in part. pp. 397-407).
Bibliografia
Cfr.: R. De Mattei, Il pensiero politico di Scipione Ammirato. IV: Varia fortuna di Scipione Ammirato. Appendici: Opere a stampa di Scipione Ammirato; Codici di Scipione Ammirato, in «Studi salentini», 8 (1960), pp. 352-407; R. De Mattei, Scipione Ammirato «Il Vecchio» e Scipione Ammirato «Il Giovane», in «Archivio storico italiano», 119, 1 (1961), pp. 63-76; R. De Mattei, Ammirato, Scipione, in DBI, 3, Roma 1961, pp. 1-4; Maiko Favaro, Sulla concezione dell'impresa in Scipione Ammirato, in «Italianistica: Rivista di letteratura italiana», 38.2 (2009), pp. 285-298.
BNCF - Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze
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