<fl. 1544-1565> Figlio di Bernardino, libraio attivo a Padova e fratello del più noto Niccolò <m. 1599>, come altri membri della sua famiglia dimostrò simpatie eterodosse, tanto da essere sospettato di prendere parte a riunioni segrete di eretici, ma si dedicò principalmente all'attività mercantile con numerosi viaggi all’estero. Si spese invece durante il processo inquisitoriale subito dal fratello Niccolò nel 1563, senza subirne conseguenze.
Cfr.: DBI 14 (1972), pp. 751-754, s.v. Niccolò; G. B. Crollalanza, Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorentine, 3 v., Pisa 1886-1890, v. 1, p. 156; A. Stella, Intorno al medico padovano Niccolò Buccella, anabattista del Cinquecento, in «Atti e memorie dell'Accademia patavina di scienze, lettere ed arti», 3, LXXIV, 1961-1962, pp. 3-31; V. Vozza, Eresia e Riforma protestante a Padova nel Cinquecento, in: «Quaderni eretici. Studi sul dissenso politico e religioso», 1 (2013), pp. 5-40; D. Pociūtė, «Fa una setta da sé»: Niccolò Buccella e la tradizione dell’antitrinitarismo veneto nell’esilio polacco-lituano, in: A. Barzazi, M. Catto e D. Pociūtė [a cura di], Eretici e dissidenti tra Europa occidentale e orientale (secoli XVI-XVIII), Padova 2018, pp. 13-57.