<<1755 – 1827> Monaco cassinese nato a Bologna, fu autore di cronache storiche, archivista, architetto e insegnante d’architettura. Dopo la vestizione nel 1771 a Ravenna nel monastero di San Vitale, ne divenne l’archivista nel 1779. Per brevi periodi si trasferì in altri monasteri (San Procolo a Bologna, San Giovanni Marignano a Rimini, San Giacomo Maggiore a Venezia), dal 1800 fu parroco di Praglia e dal 1812 monaco per il Monastero di Santa Giustina a Padova, città dove rimarrà fino alla morte nel 1827. Archivista per i monasteri ove aveva operato, durante il periodo ravennate si occupò anche del riordino dell’archivio e della biblioteca della nobile famiglia Spreti (dal 1796) e fu probabilmente durante il soggiorno dall’ amico Camillo Spreti che Fiandrini concluse la sua più importante opera di cronachista, una storia di Ravenna iniziata nel 1793. Gli Annali ravennati dalla fondazione della città sino alla fine del secolo XVIII , in quattro volumi, è considerata una fonte imprescindibile per la storia della città. L’opera autografa degli Annali, insieme a due miscellanee su San Vitale raccolte dallo stesso Fiandrini sono ora conservate in Biblioteca Classense. La biblioteca infatti acquistò nel 1875 un nucleo dell’antica libreria Spreti, nucleo che diede origine al più importante fondo di connotazione locale della biblioteca, denominato Fondo mobile 3. In ambito architettonico si ricordano in questa sede i disegni dell’Abbazia di San Benedetto in Polirone (1790), a Ravenna il progetto per Palazzo Vitelloni e i lavori sullo scalone di San Vitale (1791); di quest’ultimi si conservano dei disegni autografi del monaco cassinese in Classense (mob. 3 cassetto sinistro O).