Ex libris: Lodron, Carlo Ferdinando
SBT-ROSM – aA1.02.15, sul contropiatto anteriore ex libris calcografico (rettangolare, mm 100x67 area di stampa) con stemma araldico (di rosso, al leone d'argento, con la coda annodata in nodo d'amore; cimiero: il leone dello scudo nascente) e cartiglio sottostante: Carolus Ferdinandus, Lateranus S.R.I. Comes Lodroni | et Castri Romani, Dominus Civitatum et respective | Castrorum ac Iurisdictionum, Castellani, Castri Novi | S. Barbaræ, S. Ioan(n)is, Gmind, Rattemberg, Amberg, Eren-trais | Sumeregg, Biberstein, Himelberg, Lampeding, | Wolchensdorff, Kellersberg, Mareschallus hæreditarius | Salisburgi Patritius Romanus, Regnorum Hungariæ et | Boemiæ, nec non Ducatus Carinthiæ et Archiducalis co-mitatus | Tyrolis, Præp(ositu)s et Canon(icu)s Tridenti, Can(onicu)s Salis-burgi, | et Archipræsbyter Villæ Lagarinæ &c. Cfr.: Bragaglia, 172; G.M. Tabarelli - L. Borrelli, Stemmi e notizie di famiglie trentine, Trento 2004, pp. 170-171; G. Stawa, Alte Exlibris aus Tirol, Innsbruck 1958, p. 30, n. 284; Fischnaler Wappenkartei (Tiroler Wappen)
Lodron, Carlo Ferdinando
- Lodrone, Carlo Ferdinando
<1663-1730>. Nacque a Trento il 18 luglio 1663 dal conte Nicolò Lodron e Teodora Chizzola. Compì gli studi a Roma e all’università di Hall dove si licenziò in diritto canonico. Fu terziario dell’ordine francescano. Nel 1680 gli furono concessi l'arcipretura di Villa Lagarina e un canonicato della cattedrale di Trento. Nel 1685 dopo la morte del padre ebbe la reggenza della giurisdizione di Lodrone nelle Giudicarie. Nel 1699 Su sua istanza nel 1699 l'imperatore Leopoldo I concesse ai Lodron il predicato “Laterano” in quanto discendenti dai “Laterano” romani. Nel 1702 venne nominato Vicario Generale in spiritualibus, nel 1707 figura nelle investiture feudali di Trento e nel 1709 fu nominato Preposito capitolare della cattedrale di Trento. Nel 1725 dopo la morte del principe vescovo Spaur amministrò il principato in qualità di Vicario capitolare. Fu mecenate, protettore di artisti e facoltoso committente; si avvalse dell'opera di Cristoforo e Sebastiano Benedetti, di Nicolò Dorigati, di Abramo Stolz, del cremonese Francesco Betti, dell'intagliatore Tomio Oradini e dello scultore bresciano Alessandro Callegari. Nel 1706 conobbe il pittore e architetto gesuita Andrea Pozzo che gli donò i due volumi del suo trattato Perspectiva pictorum et architectorum. Amante delle lettere e delle arti, raccolse una notevole biblioteca personale e fu possessore di un ex libris araldico inciso in rame. Morì l'8 ottobre 1730 e venne sepolto nella Cattedrale di Trento vicino all'altare da lui fatto erigere.
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