<1607-1690> nacque da Gasparo e Anna Bazzanella a Borgo Valsugana dove pure morì. Studiò medicina a Roma laureandosi nel 1630 ed esercitando in Valsugana dove grazie alle sue disposizioni profilattiche la peste venne contenuta. Sposo di Anna maria Buffa e padre di 14 figli, alla morte della moglie nel 1687 prese gli ordini. Presso la Biblioteca Comunale di Trento si conserva un suo manoscritto: Ristretto della storia della Valsugana. Scrisse operine a tema religioso e la monumentale Historia di Feltre (Venezia, Tip. Vitali, 1673) che gli meritò nel 1675 l'iscrizione nel libro d'oro della nobiltà feltrina. Forse la forma corretta del cognome è Bertoldelli. Tutti i volumi passarono poi al dott. Giovanni Battista Ignazio Ceschi di S. Croce, come documentano le note di appartenenza che si presentano uguali sui due esemplari. Cf. G. Tovazzi, Biblioteca Tirolese o sia memorie istoriche degli scrittori della contea del Tirolo, a cura di p.R. Stenico e I. Franceschini, Trento 2006, pp.  419-422. M. Gaggia, Notizie genealogiche delle famiglie nobili di Feltre, Feltre 1996, pp.59-60; A. Gonzo, Gli incunaboli e le cinquecentine della Biblioteca Comunale di Ala, Trento 2000, p.330

Data di nascita
1607
Data di morte
1690
Voci di rinvio
Bertoldelli
Bertholdellis
Bertondelli, Gerolamo
Segno di possesso: Timbri

BUPD - RARI.N.S.3, sul frontespizio, timbro a inchiostro nero che riproduce lo scudo nobiliare.

Blasone Bertondelli: di nero, alla fontana zampillante, sormontata da un albero di alloro, il tutto d’argento, mantellato di rosso ad una aquila di nero uscente da ciascuna delle due partizioni. Cimiero: l’albero dello scudo, tra un volo troncato di nero e d’oro e di rosso e d’argento. O anche: di rosso, alla fontana zampillante d’argento, sormontata da un albero di alloro al naturale, mantellato di nero e d’oro, ad una aquila uscente da ciascuna delle due partizioni dell’uno nell’altro. G. Fabbiani, Stemmi e notizie di alcune famiglie del Cadore, a cura della Camera di commercio, industria, artigianato ed agricoltura di Belluno, Belluno 1970.

In Araldica della provincia di Belluno a cura di A. Burlon e L. Pontin, Istituto di ricerche sociali e culturali di Belluno, 2000, pp.118-119 la descrizione è diversa: di rosso, a un candeliere al naturale, la candela accesa di rosso; cappato abbassato, a destra di nero e a sinistra d’oro, all’aquila bicipite a mezzo volo, coronata sulle due teste, dall’uno all’altro.
 

Biblioteca di appartenenza

BUPD - Biblioteca Universitaria di Padova

Numero seriale: 2303 Autore: CL