<1670-1732> Ricevette una formazione scolastica presso il Collegio dei Gesuiti di Brera per poi iscriversi all’università di Ingolstadt dove frequentò corsi di filosofia e matematica. Viaggiò in Europa tra Germania, Francia e Belgio confrontandosi su questioni di teologia e filosofia. Tornato in Italia si stabilì definitivamente a Milano occupandosi di ricerche riferite alla storia naturale, alla fisica, alla chimica e alla medicina, tanto che durante la guerra di successione spagnola, agli inizi del XVIII secolo, gli venne conferita la direzione delle farmacie dell’Ospedale Maggiore di Milano. Tra 1691 e 1708 partecipò alla vita politica e amministrativa milanese, attività dovuta soprattutto all’illustre posizione sociale della famiglia più che per scelta personale. Nel 1702 fondò un’Accademia, che ebbe però vita breve, avente lo scopo di alimentare la passione per le scienze naturali, la matematica e la fisica nella nobiltà milanese. Nel 1721 fondò, insieme ad alcuni nobili milanesi, tra cui Filippo Argelati (1685-1755), la Società Palatina, società editrice, costituita a Milano nel Palazzo Reale. Fu Argelati, con cui Archinto intesse forti legami di amicizia, che gli riordinò, redigendone anche un catalogo, la libreria privata, ricca di manoscritti e libri rari che furono venduti all’asta nel 1863, "Catalogue d'une petite collection de livres rares et précieux, imprimès et manuscrits : provenant de la bibliothèque de feu m. le comte Archinto de Milan ... par le ministère de m. Charles Pillet, commissaire-priseur", Paris, L. Poitier, libraire, 1863 (Cfr.: DBI, 3, 1961, pp. 787-788).

Data di nascita
1670
Data di morte
1732
Segno di possesso: Ex libris

LO112 - INC 1083, sul contropiatto anteriore ex libris calcografico (76x60 mm, calco smussato agli angoli): scudo inquartato, nel 1° e 4° d’argento con biscione d’azzurro ondeggiante in palo, coronato d’oro che ingoia un bambino nudo; nel 2° e 3° spaccato così suddiviso: a) d’oro con aquila spiegata di nero coronata d’oro, b) bipartito nero/argento con castello a due torri. Sul tutto d'azzurro (in luogo d'argento) a tre fasce ondate di verde. Cimiero: una donna nascente tiene con la mano destra uno scettro d’oro e con la mano sinistra un nastro su cui è inscritto il motto: ARCHINTEA LAUS. Lo scudo è circondato dal collare del Toson d’Oro e posto in cuore ad un’aquila bicipite spiegata di nero e coronata d'oro afferrante con l’artiglio destro uno scettro d’oro e con l’artiglio sinistro una spada d’argento guarnita d'oro. (Cfr.: Bertarelli– Prior, p. 74; Gelli 1930, pp. 21-22, fig. 52; Bragaglia n. 464).

Biblioteca di appartenenza

LO112 - Biblioteca Teresiana di Mantova

Numero seriale: 3303 Autore: FEBI