LO112 - Ms. 238, al f. 1r nota manoscritta: "Liber Sancti Benedicti de Padolirone" (tipi A-B)

LO112 - Ms. 325, al f. 210v nota manoscritta: "Iste Liber est monasterii Sancti Benedicti de Padolirone.151." (tipo D)

LO112 - Ms. 253, al f. 1r nota manoscritta: "Congregationis Sancte Iustine deputatus in Sancto Benedicto de Padolirone signatus.614." (legato Beacqui)

LO112 - INC. 3, a c. a1r nota manoscritta: "Est Sancti Benedicti Mantuani"

LO112 - INC. 38, a c. a2r nota manoscritta: "Est monasterij sancti Benedicti Mantuani signatus numero.2108."

BM - 394 D 274 sul frontespizio nota manoscritta: Est S.ti Ben.ti Mantuani

Monastero di San Benedetto in Polirone <San Benedetto Po>

Voci di rinvio
  • Benedettini <San Benedetto Po>
  • Abbazia di San Benedetto in Polirone
Data di nascita
1007
Data di morte
1797

<1007-1797>Il monastero fu fondato nel 1007 da Tedaldo di Canossa che donò ai monaci benedettini una chiesa, da lui precedentemente fatta costruire, dedicata a Santa Maria, San Benedetto, San Michele Arcangelo e San Pietro. Nel 1016 il figlio Bonifacio ingrandì la struttura dell’edificio per accogliere le spoglie del monaco armeno Simeone (morto a Polirone nel 1016 e canonizzato da Bonifacio VIII nel 1054). Oscure sono le vicende storiche polironiane fino al 1077 quando avvenne l’annessione alla riforma cluniacense per volere di papa Gregorio VII dietro l’intercessione di Matilde di Canossa, che fu da sempre mecenate del monastero. Altra tappa fondamentale, riguardante la storia dell’abbazia benedettina, fu la nuova annessione alla congregazione di Santa Giustina di Padova nel 1420, promossa dall’abate Ludovico Barbo, grazie all’intervento dell’umanista e protonotario apostolico Guido Gonzaga: fu un’età d’oro, costellata dalla ricostruzione e dall’ampliamento degli edifici, da opere di trasformazione agraria e idraulica e da una rinascita e vitalità culturale che vede al centro lo scriptorium monastico. Dal 1707, con la caduta del ducato dei Gonzaga, le proprietà del monastero furono invase dalle truppe asburgiche e francesi; alla metà del Settecento le riforme catastali di Maria Teresa d'Austria assegnarono ai coloni le terre del monastero lavorate da secoli, mentre le innovazioni giuseppine ridurranno i molti privilegi concessi al monastero, fino al 1797 quando Bonapartene decreterà la soppressione.

Segni di possesso similari

SBT-BCT - T 0 f 0013, frontespizio
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Autore: FEBI