Note di possesso: Certosa di San Cristoforo <Ferrara>
LO112 - Ms. 2, c. 40r nota di possesso del XV secolo: “Nunc autem Cartusie Ferrarie”.
LO112 - Ms. 2, c. 97v nota di possesso del XV secolo: "Nota quod de mense augusti 1485 ipse dominus Simphorianus hunc librum hic depositavit pro .XXX. bologninis”. Sinforiano, copista del codice, è colui che vende il manoscritto alla certosa di Ferrara.
Certosa di San Cristoforo <Ferrara>
<1461-1801> Nel 1452 Borso d’Este pone la prima pietra per l’inizio della costruzione del monastero che viene terminato nel 1461 e consegnato al Capitolo dell’Ordine certosino riunito a Grenoble. Nel 1498, per volontà di Ercole I d’Este, inizia la costruzione della nuova chiesa dedicata a San Cristoforo che termina solo nel 1556. I monaci dell’Ordine, dediti ad una vita di clausura, si aprono al mondo nel 1570, in occasione di un grande terremoto che danneggia gran parte della chiesa e nel 1630, quando si prodigano in attività di assistenza e soccorso ai malati di peste. Nel 1798 le leggi napoleoniche secolarizzano il cenobio; i monaci fanno un breve ritorno con la dominazione austriaca ma nel 1801 il monastero viene soppresso. Nel 1811, con un decreto del viceré d’Italia Eugenio Beauharnais, l’area della certosa è destinata a sede del civico camposanto.
LO112 - Biblioteca Teresiana di Mantova
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