BUPD - BOT.1.206, sul dorso classificazione ms.: V.I. CAM 1595 K
il testo era appartenuto precedentemente ad Andrea Garzoni
BUPD - BOT.3.155, sul piatto ant. classificazione ms.: III PETR
BUPD - BOT.7.22.32, piatto anteriore, etichetta con classificazione e dati bibliografici: XXIII Dominis de pace Rom. 1623. Il testo dell'etichetta è stato riportato a matita anche sul recto del primo f. di g. ant.
BUPD - BOT.7.15.27, f. di g. ant. recto, con classificazione e dati bibliografici: XXIII Dominis de pace relig. Ves. 1666 di mano di A. Cocchi. Il testo identico si trova anche su di un' etichetta in carta mal conservata sulla copert. ant.
BUPD - BOT.5.19, nota di dono in caratteri greci: λ θςη | αΰγ άψλβ [1732] | παρα βερενσταδίου [L.9.6.8. ago. 1732 da parte di Berenstadt]; presente a lapis anche nota con classificazione e dati bibliografici: I VRSATI De notis Romanor. Pat. 1672.
BUPD - BOT.6.108, f. di g. ant. recto con classificazione e dati bibliografici: III PETRON | c. is. VAR | et alia | ed. HADRI |ANIDE | Amrs.1669
BUPD - BOT.6.189, nota di acquisto: λ ιγ δ ι ε Μάιου […] [L.- 13 d.1 5 Maggio caratteri abrasi.]
BUPD - BOT.7.30.1, etichette a stampa e nota di classificazione a lapis [[X]] B XI
BUPD - BOT.4.120, sul recto del f. di g. ant. nota di prezzo e classificazione ms.: λ ουτ ; XX a lapis rosso. Sul dorso: MVSS
BUPD - B.19.b.186, dorso con titolo ms. e classificazione: HOR.CVN | 1721 XXXI | H.C.| 2.
BUPD - B.19.b.187, dorso con titolo ms. e classificazione: HOR.CVN | 1721 XXXI | H.C.| 1; sulla controg. ant. nota ms. a lapis: IV HORAT. c. obs. CUNING. Hag. 1721; sul f. di g. ant. nota di acquisto a lapis: λ ς. ιγ. δ. κγ | Dεκεμβρ. άψλ [L. 6.13.4 23 Dicembre 1730. A penna ma cancellato: [[ ...]Flacci opera omnia | ...inte]rpretationibus Christophori | ..Gi?]nevrini Florentiae per Austr?-|....]oruno 142 Nou. August. fol.]].
Sia il 19.b.186 che il 187 provengono dal Monastero di Praglia
BUPD - Sec.XV.1065, dorso con titolo ms.
Sul sistema di classificazione e la combinazione di note manoscritte di dono, di acquisto, bibliografiche, di prezzo cf. C. Lestani, Il fondo Marsili nella Biblioteca Universitaria di Padova, Milano 2020.
Tutti i volumi con collocazione BOT. appartennero in seguito a Giovanni Marsili.
<1695-1758> nato a Benevento, da Giacinto e Beatrice Bianchi, trascorse l'infanzia a Firenze e ricevette la prima formazione scolastica dagli Scolopi; nel 1713 si iscrisse alla facoltà di Medicina di Pisa dove seguì anche corsi di matematica e filosofia, si laureò nel 1716 e dopo unanno a Porto Longone (1718, Isola d'Elba), esercitòprivatamente a Firenze.Interessatoallelingue classiche, si dedicò allo studio dispagnolo, francese e inglese, greco antico, arabo ed ebraico, conoscenza di cui diedeprova anche nei diari, le Effemeridi, che tenne con regolarità a partire dal 1715; nel lungoviaggio che nel 1722 lo portò in Francia, Olanda, e infine Inghilterra dove si trattenneesercitandola suaprofessionefinoal 1826,ebbe modo di conoscereNewtonealtri scienziati;approfondita cosìla conoscenza della lingua, quando tornòin Italia divenneil medico di riferimento della comunità inglese che lo accolse nel 1732, anche nelle fila della loggia massonica fiorentina. Grazie all'aiuto del marchese C.Rinuccini e del conte G.Rucellai ottenne una cattedra di medicina a Pisa dal 1727, cui seguirononel 1731 lo Studio fiorentino, l'insegnamento di anatomia nell'ospedale di S. Maria Nuova nel 1736, e nel 1751 anche quello di chirurgia, mentre continuò a fornirepareri e consulenze a diverse istituzioni e personalità.Nel 1734 fu con A. Micheli uno dei fondatori della rinnovata Società botanica fiorentina e riorganizzo l'Orto Botanico.Curioso di filologia e paleografia, non solofrequentòmolte bibliotecheper lostudio di testi classici e manoscritti che poi pubblicò o di cui trasse copia, ma raccolse anche un erbario e una collezione di "curiosità naturali";questa propensione antiquaria glimeritònel1738 l'incaricodi antiquario granducale delle collezioni ex-medicee eassieme a G.Targioni-Tozzetti, predispose le raccoltedellaMagliabechianaper l'apertura al pubblico, avvenuta nel 1747. Da un primo matrimonio (1728) con Gaetana Debi, morta ventenne, non ebbe figli; risposatosinel 1733 o 1734conTeresa Piombanti, ebbe Beatrice e l'erede Raimondo insieme al quale pubblicòla collezione chirurgica di Niceta tratta dal codice della Laurenziana, da lui studiato poco dopo il 1720; sarà proprio Raimondo l'artefice della dispersione della sua biblioteca ricca di 16.000 fra codici e volumi e nota a molti letterati e personalità del suo tempo.