RAVCL - FA 082 011 X2, sul recto della prima carta di guardia nota di possesso manoscritta: "Ad usum D. Romani Merighij | Camald[ulense] ! ex dono clarissimi viri | Antonij Magliabechij | magni Hetruriae Ducis | Bibliothecarij | 1691."
FA - SALA 700 037 004 002 - sul recto della prima carta di guardia nota di possesso manoscritta: "D. Romano Abb. Merighi Camald[ulense]
<1658-1737>Domenico Maria Merighi nacque nel castello di Mordano, presso Imola, nel 1658 da un’antica famiglia locale. Dopo essersi dedicato con profitto agli studi di filosofia e umane lettere, nel 1674 vestì l’abito camaldolese nell’abbazia di Classe a Ravenna e l’anno successivo prese i voti con il nome di Romano. Nella sua attività di professore di filosofia e teologia presso Classe, ebbe come allievi Pietro Canneti, Floriano Amigoni e Guido Grandi. Fu tra i promotori della fondazione dell’Accademia dei Concordi presso l’abbazia di Classe e per lungo tempo ne tenne la direzione e ne animò le adunanze e la produzione poetica. Nel 1689 fu eletto abate di Classe; durante il quinquennio di abbaziato continuò a seguire le attività e le adunanze degli accademici, provvide al decoro dello stabilimento che “arricchì pure di scelti libri, che a suo uso teneva onde poscia formossi la Biblioteca”. Nel 1694 a Roma fu eletto Procuratore generale dell’Ordine e, già pastore arcade con il nome di Retilo Castoreo, promosse la fondazione della colonia arcadica camaldolese nel monastero di Classe, assieme a Amigoni, Canneti e Grandi. La carriera nell’Ordine proseguì con la nomina a Visitatore nel 1699 e abate del monastero di S. Salvatore a Forlì.Gli anni successivi furono tormentati dalla malattia che non gli impedì tuttavia di pubblicare i suoi componimenti; rifiutato l’abbaziato di Perugia per ragioni di salute, tornò per un breve periodo a Ravenna, fu poi a Bologna ed infine a Bagnacavallo, dove morì il 17 maggio 1737.