BUPD - A.84.a.32.1, legatura 'alle armi' di area tedesca: sul piatto posteriore, impresse a secco entro cornici concentriche con decori vegetali, profili dei padri della Riforma e stemmi sassoni, al centro: placca con scudo circondato da motivi vegetali, timbrato da 6 elmi a cancelli posti in terza, affrontati 3 a 3, coronati 1, 2, 6, cimati da 6 cimieri rappresentanti: 1 Sassonia: due corna di bufalo accompagnate da dieci bandierine, cinque per parte, racchiudenti lo stemma di Sassonia (fasciato di nero e d’oro al crancelino di verde attraversante sul tutto), chiuse in alto da una corona cimata da piume di pavone; 2 Meissen: una testa di uomo con barba e berretto; 3 Turingia: due corna di bufalo accompagnate da otto rami fogliati, quattro per parte; 4 Jülich: un muso di cane linguato, collarinato e accantonato da due ali; 5 Cleves: una testa di bue cornata e anellata; 6 Ravensberg: sei piume di pavone; in cima due nastri decorati accompagnati dalle lettere C e K riconducibili al legatore C.K. (Magdeburg) .

Entro lo scudo: stemma partito di 2 e troncato di 5: nel I Turingia: di (azzurro) al leone illeopardito (fasciato d’argento e di rosso), rivolto, con la coda biforcata e incrociata, (coronato d’oro); nel II Sassonia: fasciato di (oro) e di (nero), al crancelino (di verde) attraversante sul tutto; nel III Meissen: di (oro) al leone illeopardito di (nero) con la coda biforcata e incrociata; nel IV Jülich: di (oro) al leone illeopardito di (nero, armato e lampassato di rosso), rivolto, con la coda biforcata e incrociata; nel V Cleves di (rosso), allo scudetto d’argento, ai raggi di carbonchio di (oro) sul tutto; nel VI Berg: di (argento) al leone illeopardito di (rosso, armato, lampassato d’azzurro e coronato d’oro) con la coda biforcata e incrociata; nel VII Palatinato di Sassonia: di (azzurro) all’aquila di (oro) rivolta; nel VIII titolo di Arcimaresciallo del Sacro Romano Impero Germanico legato al Principato Elettorale di Sassonia: in forma di scudetto sul tutto, troncato di (nero) e di (argento), alle 2 spade di (rosso) poste in decusse, sul tutto; nel IX Palatinato di Turingia: di (nero) all’aquila di (oro); nel X Weimar: di (oro, seminato di cuori di rosso) al leone illeopardito di (nero), rivolto, con la coda biforcata e incrociata (armato, lampassato e coronato di rosso, sul tutto); nel XI Landsberg: di (oro) ai 2 pali di (azzurro); nel XII Pleissen: di (azzurro) al leone illeopardito (troncato d’oro e d’argento) con la coda biforcata e incrociata; nel XIII Altenburg: di (argento) alla rosa araldica di (rosso, bottonata d’oro e punteggiata di verde); nel XIV Burgraviato di Magdeburgo: partito: nel primo di (rosso) all’aquila di (argento) uscente dalla partizione, nel secondo fasciato di (argento) e di (rosso); nel XV Brehna: di (argento) ai tre puntali di (rosso) posti 2, 1; nel XVI Contea di Mark: di (oro) alla fascia scaccata di (rosso) e di (argento) di tre file; nel XVII troncato: nel primo Querfurt: fasciato di (rosso) e di (argento), nel secondo (Henneberg) d’oro al gallo di (nero, crestato, imbeccato e membrato di rosso, posto su un monte di verde uscente dalla punta dello scudo); nel XVIII Ravensberg: scaglionato di (argento) e di (rosso), sulla campagna di (rosso).

Lo stemma è databile tra il 1611 ed il 1635: infatti Giovanni Giorgio I successe al fratello Cristiano II nel 1611 e, nel 1614, si risolse definitivamente la disputa per la successione al ducato di Jülich-Cleves (le cui insegne sono qui rappresentate in IV, V, VI, XVI, XVIII) che già aveva spinto l'elettorato di Sassonia ad avanzare pretese sul controllo del territorio e sul privilegio di rappresentazione araldica fin dal 1609. Nel 1635, invece, vennero apportate modifiche allo stemma qui impresso: fu l'anno della pace di Praga, in cui all'arma dell'Elettore di Sassonia si aggiunsero anche le insegne di Lusazia, qui non ancora rappresentate.

Sul piatto anteriore del volume: le armi del Sacro Romano Impero.

[Scheda a cura di Alessandro Benedusi - Stage presso la Biblioteca Universitaria di Padova]

Johann Georg von Sachsen <1. ; 1585-1656>

Voci di rinvio
  • Johannes Georgius I Sacri Romani Imperii Archimarschalcus et Elector
  • Johann Georg I von Saxen
  • Giovanni Giorgio I di Sassonia
Data di nascita
1585
Data di morte
1656

<Principe Elettore di Sassonia> Nato nel 1585, secondogenito dell'elettore Cristiano I, succedette nel 1611 a suo fratello Cristiano II. Ebbe un ruolo di primo piano nei rivolgimenti avvenuti nel corso della Guerra dei trent'anni. Nel 1619 sostenne l'elezione a imperatore di Ferdinando di Stiria. Dopo l'elezione di Federico V del Palatinato si schierò con gli Asburgo cattolici ottenendo in pegno la Lusazia. In seguito si schierò, se pur inizialmente con riserve, dalla parte degli Svedesi di Gustavo Adolfo. Nel 1635 concluse la pace di Praga con l'imperatore, che gli portò il definitivo acquisto della Lusazia, ma che elesse la Sassonia a campo di battaglia tra svedesi ed imperiali. Nel 1645 concluse un armistizio con la Svezia e ma non ebbe parte nel congresso della pace di Vestfalia. Morì l'8 ottobre 1656.

BUPD - Biblioteca Universitaria di Padova

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Autore: CL