LO112- 39.A.10, sul contropiatto anteriore ex libris calcografico (81x52 mm): scudo semi partito spaccato: a) di rosso al leone coronato d’oro, b) di rosso al castello di due torri merlate aperto d’argento, c) di rosso a tre pali d’argento. Lo scudo è cimato dalla corona di conte a nove perle. Cimiero sormontato da leone d’oro coronato. Cfr.: Bertarelli-Prior p. 71, Gelli, 1930 p. 15, fig. 33, Bragaglia n. 1098.

Andreani, Gian Mario

Data di nascita
1760
Data di morte
1831

<1760-1831>. Nacque e morì a Milano.Fratello maggiore del pioniere dell'areonautica e dell'areostatica Paolo Andreani (1762-1823), studiò presso il collegio dei Padri Barnabiti di Lodi. Acquistò la villa di Moncucco (oggi frazione di Brugherio) nel 1779 dai conti Bolagnos, per la realizzazione di una residenza estiva per lo svago personale e del fratello. Fu l’ultimo erede del ramo della famiglia Andreani di Milano: destinò i suoi beni, tra cui anche la libreria di famiglia, in usufrutto ai Padri Barnabiti della Chiesa di San Barnaba di Milano e in nuda proprietà al parente più prossimo, che designò fidecommissario, il cugino Giuseppe Sormani Giussani (1771-1840), il quale aggiunse il cognome Andreani al proprio e per discendenza al di lui figlio Alessandro Sormani Andreani (1815-1880). In seguito alle soppressioni napoleoniche degli ordini religiosi, i beni destinati ai Padri Barnabiti furono trasferiti all’orfanatrofio annesso alla Chiesa di San Pietro in Gessate, così come da disposizione testamentaria, qualora il Collegio non avesse più potuto sostenerne il mantenimento.

Bibliografia

Cfr.:Di Crollalanza, Giovanni Battista. Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti, Pisa, Direzione del Giornale araldico, 1886-1890 (rist., Bologna, Forni, 1986), I, 1886, p. 42.

LO112 - Biblioteca Teresiana di Mantova

Segni di possesso similari

Illustrazione monocromatica: manoscritto con miniatura stemma in inchiostro, raffigurante uno scudo con motivi araldici e una corona, su carta chiara.
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Illustrazione a colori: manoscritto raffigurato come opera ornamentale con miniatura stemma e cornice decorata, scritte in alto e in basso su cartiglio; al centro un emblema ovale con stelle e volute.
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Autore: FEBI